Mascella d’asino

Ricavata dalla mascella inferiore di un asino (o mulo, o cavallo), è uno strumento molto diffuso in Cile in Perù e a Cuba e denominata “Quijada”. La sua origine, però, è da ricercare nei riti magici africani o in quelli legati alla macumba brasiliana. Inoltre l’asino rimanda a simbolismi arcaici e presenti in svariate religioni, dove è sempre venerato come animale sacro: nella vendetta di Sansone, nella natività insieme al bue, nella fuga in Egitto, nell’entrata a Gerusalemme di Gesù Cristo, l’asino rappresenta sempre un simbolo di forza ma legata a temperanza ed umiltà.

La mascella d’asino viene suonata impugnando la parte anteriore con una mano tenendo i denti verso l’alto e sfregandoli con un bastoncino impugnato con l’altra mano. Un altro modo di utilizzarla è di percuoterla con il pugno tenendola verticalmente con l’altra mano. Le vibrazioni che si producono fanno tremolare i denti nell’alveo producendo il suono (per avere una idea si può pensare al suono delle maracas). Da noi non è molto diffusa ed utilizzata, se non da gruppi musicali di ricerca etnica. Per il resto il suo ruolo è sostituito dalla Vibraslap, reperibile in tutti ui negozi di strumenti.

Per saperne di più: Guido Facchin – LE PERCUSSIONI – collana: I Manuali (EDT/SIdM)

Nella immagine: mascella d’asino del “Canzoniere Piceno – Popularia”