Bufù Stampa
Scritto da ReMinore   
Giovedì 26 Novembre 2009 16:19

BUFU': Abbiamo conosciuto Caccavella, Putipù, Crocrò e Cupa Cupa. Questi sono tamburi a frizione "portativi", cioè che possono essere suonati mentre vengono trasportati; il suonatore, infatti, tiene lo strumento con un braccio e ne friziona il bastone con la mano dell'altro braccio. Il Bufù, invece, che può essere considerato il loro "fratello maggiore", è un tamburo a frizione di tipo "stanziale" poichè costruito con una grossa cassa di risonanza, le cui considerevoli dimensioni consentono di suonarlo solo 'a posto fisso', cioè stando fermi in un luogo. Questo tipo di strumento deve essere frizionato a mani doppie, ovvero si fanno scivolare lungo il suo bastone entrambe le mani.
E' tipico della tradizione popolare Molisana.

Alcune caratteristiche: - il recipiente è solitamente un barile;
- la membrana è costituita da una pelle di capra o agnello. Quando la pelle viene sistemata sulla circonferenza superiore del barile, il suo pelo è rivolto verso l'interno del risuonatore (camera di risonanza);
- la fune con la quale si lega la pelle al recipiente, soprattutto nei grandi bufù, viene ulteriormente stretta e tenuta in massima tensione con una mazza-tirante;
- il bastone è realizzato in legno oppure con una solida canna di grossezza proporzionata alle dimensioni del bufù. Il bastone viene allacciato al centro della pelle dello strumento con un semplice sistema d'assemblaggio: si preme una estremità della mazza sulla membrana ottenendo una sacca d'alloggiamento, quindi con un laccio si serra la sacca intorno alla mazza. Affinché la legatura sia stabile i costruttori intaccano con un coltello il bastone, ottenendo così delle scanalature intorno alle quali il laccio trova un saldo appiglio.

Se vuoi saperne di più questo è il link: BUFU'

 

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Gennaio 2017 21:47
 
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