L'ottava rima cantata Stampa
Scritto da ReMinore   
Domenica 15 Novembre 2009 16:41

In Italia esiste una forma espressiva che appartiene tanto ai grandi scrittori trecenteschi come Boccaccio, quanto alla gente delle campagne e montagne dell’Italia centrale. Si tratta delle strofe in “Ottava rima”. Tecnicamente l’ottava (o ottava rima) è una strofa composta da otto endecasillabi, di cui i primi sei a rima alterna e due a rima baciata, secondo lo schema ABABABCC. Compare già alla fine del secolo XIII come metro della poesia "narrativa", nei poemi cavallereschi francesi e in quelli franco-italiani.
Dal quindicesimo secolo la figura del poeta che canta in improvviso inizia ad essere distinta da altri tipi di artisti (come menestrelli e contastorie).
Mano a mano questa forma espressiva è entrata a far parte del mondo tradizionale con le caratteristiche di improvvisazione, spesso utilizzata anche per sfide e confronti tra rimatori chiamati anche poeti estemporanei o Bernescanti.
I momenti festivi, le ricorrenze (befanate e maggi) ma anche le pause di lavoro o le occasioni di ritrovo (come fiere, pranzi di matrimonio, momenti cerimoniali ecc.) insieme agli incontri di poesia a braccio (riunioni fatte per ascoltare i poeti su temi a contrasto) sono divenute le occasioni di maggior diffusione dell’ottava rima cantata.
Oggi la tradizione resta viva grazie a gruppi di appassionati, associazioni e forse anche al “lustro” conferitole da personaggi di fama nazionale come Davide Riondino, Francesco Guccini e Roberto Benigni che si cimentano con grande abilità in questa arte.
Uno degli appuntamenti più importanti è la festa di Ribolla, in provincia di Grosseto, dove ogni anno partecipano all'evento i migliori poeti improvvisatori della Toscana e del Lazio.
In un piccolo paese montano tra Marche e Lazio, Spelonga, ogni tre anni si tiene la “Festa bella” nata per ricordare la partecipazione di trecento abitanti di questo paesino montano alla battaglia di Lepanto del 1571 (potete approfondire l’incredibile e affascinante storia nel sito www.spelonga.it ). Nelle giornate della festa è possibile ascoltare sfide di poesia estemporanea in ottava rima. Ve ne riportiamo una del poeta Francesco Casini dedicata proprio alla battaglia di Lepanto.

Un inchino farei alla bandiera
e del soldato le gelide ossa
io bacerei con calda preghiera;
ma credo che ignorata sia la fossa.
Ei si scagliò sulla nemica schiera
incitando i cristiani alla riscossa;
un labar ei strappò con la vittoria
per dare alla Spelonga onore e gloria.


Per approfondire l’argomento:
http://www.pannostrale.it/improvvisatori.html
http://www.estemporanearibolla.it/

Ultimo aggiornamento Sabato 19 Gennaio 2013 17:04
 
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