I canti di passione Stampa
Scritto da ReMinore   
Sabato 02 Aprile 2011 18:58

I canti di passione del giovedì o venerdì santo sono sicuramente una forma antichissima di teatro popolare, in cui il canto accompagna la rappresentazione mimica del martirio di Cristo, spesso con figuranti in costume. In tutta Italia ritroviamo una radicata tradizione che si svolge nella settimana tra la domenica delle palme e Pasqua, che porta strada per strada la narrazione delle stazioni. Nella Grecìa Salentina, ad esempio, la narrazione è molto articolata e si compone di circa 66 strofe. Nelle ultime battute i cantori esternano la richiesta di una ricompensa: la ottengono naturalmente nella maggior parte dei casi, poiché il canto è ritenuto anche propiziatorio (come sempre avviene nella cultura popolare per i riti che coincidono con l’approssimarsi della buona stagione e quindi con l’approssimarsi del raccolto). A Martano, sempre nella Grecìa Salentina, gli anziani cantori raccontano che esisteva una scuola per apprendere la Passione: gli “Stompi” che insegnavano non solo il testo ma anche la gestualità e la mimica. (Per conoscere meglio le tradizioni della grecìa salentina clicca QUI).

Ma anche in altre regioni la tradizione dei canti di passione era profondamente sentita.

In Abruzzo, nelle valli del Piomba e del Vomano Lu giuveddì sande era occasione per visitare le case sparse nella campagna e raccogliere doni in natura come uova, pizze di pasqua e soprattutto il tipico dolce abruzzese chiamato lu Castelle, una sorta di antenato dell'uovo di Pasqua, bagnato con vino cotto locale. (per approfondire: http://www.ecotraitorrioni.com/?page_id=692)

Altra tradizione antichissima è quella legata ai canti di passione di Castelsardo, in Sardegna. I canti sono custoditi e tramandati da una Confraternita chiamata “L’Oratorio” . Grazie alla trasmissione orale di membro in membro i canti si sono conservati per molti secoli. Il repertorio risale probabilmente alla fine del XVI secolo, ed è basato sul “falsobordone”, una forma di polifonia a quattro voci arricchite di volta in volta da virtuosismi aggiunti estemporaneamente dai cantori. (per approfondire: http://lnx.vincenzosantoro.it/2011/04/20/la-passione-cantata-di-castelsardo/)

In Toscana spesso le modalità del canto legato alle rappresentazioni della passione sono le stesse del “cantamaggio” e di altri canti di questua, poiché nella tradizione si mescolano temi religiosi e riti laici propiziatori della buona stagione e di gioia per la fine dell’inverno. A Gorfigliano si svolge una passione il cui testo, stilisticamente riconducibile ai Maggi, è tutto in versi e ne conserva la metrica. Come succede per i Maggi, pur senza mai discostarsi dalla narrazione evangelica, il testo viene continuamente rivisitato e mutato dagli stessi interpreti, quasi tutti cavatori, che con grande partecipazione lo cantano, oggi, quasi esclusivamente nel periodo pasquale. (per approfondire: centrotradizionipopolari: Le sacre rappresentazioni)

Ultimo aggiornamento Sabato 11 Marzo 2017 15:13
 
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