Curiosità Stampa
Scritto da ReMinore   
Martedì 15 Dicembre 2009 16:18

Inauguriamo questa nuova sezione del sito per presentarvi notizie curiose sulla musica e mondi limitrofi. Artisti, oggetti, etimologie, immagini. Come sempre le storie minori, come piccole pietre raccolte sul cammino possono racchiudere sorprendenti colori. Buona passeggiata.


Etimologia della Ciaramella

Il nome Ciaramella viene dal latino Calamula, cioè canna. In molte culture popolari ed in generale nella musica antica la canna ha sempre avuto un diffuso impiego come strumento. Basti pensare alle rappresentazioni mitologiche del dio Pan con il suo flauto di canne, o agli innumerevoli zufoli e flauti dolci presenti nell’iconografia greca, latina ma anche di molte civiltà più antiche, americane, asiatiche e africane.


Pat Metheny e l' Orchestrion

Pat Metheny, chitarrista jazz dalle innumerevoli esperienze da sempre impegnato ad esplorare nuovi orizzonti, ha allestito un sorprendente progetto musicale che sarà da marzo in tour anche in Italia: The Orchestrion. Il progetto è un assemblaggio straordinario di strumenti meccanici, comprese percussioni varie, che riprende e sviluppa in modo tecnologico il principio del pianoforte a rullo della fine dell'800 in cui dei rulli di metallo, poi soppiantati dalla carta perforata, consentivano ad un pianoforte di eseguire un brano musicale. Metheny è riuscito, con l’aiuto di una squadra di tecnici geniali, ad applicare lo stesso principio a strumenti orchestrali acustici.

Per ascoltare un esempio dell’originale effetto finale clicca qui


Il viaggio in Italia di Alan Lomax

Alan Lomax è stato uno dei maggiori etnomusicologi del secolo, nel corso dei 60 anni di attività (iniziata nel 1933 con il padre negli Stati Uniti) ha raccolto materiali sonori da tutto il mondo. In particolare fra il 1953 e il 1954 insieme all'etnomusicologo italiano Diego Carpitella (a sua volta collega e collaboratore dell'antropologo Ernesto De Martino), condusse una vasta opera di registrazioni sul campo in Italia. Con un registratore portatile gli studiosi raccolsero un patrimonio vocale che oggi, a distanza di 50 anni, appare ancora più prezioso poiché molti dei portatori di quelle tradizioni sono scomparsi insieme ad una parte della tradizione di canto orale.


Il Diabolus in musica

Il tritono è una sequenza di note intervallate da tre toni ciascuna: questa sequenza genera una delle dissonanze maggiori producibili nella scala diatonica. Per questo motivo il tritono era detto, nel medioevo, intervallo del diavolo o, in modo ancor più suggestivo, diabolus in musica. Anche fra i greci non riscuoteva grande successo, tanto che lo consideravano lascivo e lussurioso e inadatto all’educazione musicale dei giovani allievi.


Il piffero

Strumento principe della musica del territorio delle 'quattro province', ha la particolarità di recare sulla campana un foro dove viene riposta una piuma di gallo. La presenza di questo elemento non ha un ruolo estetico, ma funzionale in quanto la piuma serve per pulire l'ancia.


Strumenti effimeri

Una delle distinzioni che si può fare per gli strumenti musicali è tra quelli durevoli e quelli effimeri o occasionali. Questi ultimi, come indica il nome, hanno una durata di molto ridotta nel tempo che spesso non supera la giornata stessa in cui vengono costruiti ed utilizzati. Ne fanno parte ad esempio fili d'erba, foglie e membrane di vari ortaggi tesi tra le due mani, e suonati soffiandovi accostando le labbra, strumenti ad ancia ricavati da foglie di olivo arrotolate, flauti ad imboccatura costruiti 'sfilando' la corteccia da piccoli rami.


Cornamusa e Uilleann Pipe

La cornamusa veniva considerata dagli inglesi una vera e propria "arma da guerra". Infatti gli eserciti scozzesi e irlandesi ne utilizzavano poderosi gruppi per accompagnare sempre i combattenti in battaglia. Al loro suono essi si esaltavano ed erano spinti ad affrontare lo scontro bellico con maggiore coraggio mentre il nemico ne era terrorizzato. Quando infine gli inglesi riuscirono comunque ad assoggettare questi due popoli, incorporarono le truppe scozzesi nell'esercito britannico, incluse le bande di cornamuse, mentre proibirono l'utilizzo di questo strumento agli irlandesi. Questi fecero successivamente della Uileann Pipe (la cornamusa a mantice azionata col gomito) il loro strumento tradizionale.


Campane e campanelli

Sono strumenti ampiamente utilizzati sia nella liturgia della chiesa che come segnale di richiamo per l'uso extraliturgico. Ma ciò è avvenuto solo a partire dal IV secolo poichè nella chiesa primitiva tali strumenti erano vietati, a causa del loro uso nei culti pagani e per le concezioni apotropaiche legate alla loro utilizzazione (per scacciare gli spiriti cattivi). Fonte: La liturgia della chiesa di Michael Kunzler


Zampogna gigante di Monreale

Questo strumento ha più di una particolarità. Innanzitutto si tratta della più grande zampogna del sud Italia. Infatti le dimensioni della canna più grande (trummuni), sono imponenti (quasi un metro e mezzo). Inoltre ha la peculiarità di essere intonata in tonalità minore. Il suo utilizzo è esclusivamente devozionale, e viene impiegata per l'esecuzione delle novene nel periodo natalizio (novena dell' Immacolata, novena di Natale, ottava dell' Epifania).


Il violino nella tradizione ebraica

Il violino riveste un ruolo fondamentale nella musica Yiddish in generale e "Klezmer" in particolare. Ma la musica ebraica ha anche dato un immenso contributo alla cultura classica, regalandoci grandi artisti in termini di ispirazione e di tecnica. Basti pensare a quanti illustri esecutori siano ebrei o di origine ebraica (Yehudi Menuhin, Itzhak Perlman, David Oistrakh, Isaac Stern, Sasha Heifetz...). Al di la di tutte le possibili teorie e ricerche storiche e culturali, alla domanda sul perché gli ebrei (e lo stesso dicasi per i rom) possiedano questa grande tradizione violinistica, un vecchio adagio yiddish risponde con amara ironia: "provate voi a scappare con un pianoforte in spalla".


La musica tradizionale come ispirazione

Di tanto in tanto accade che il mondo della musica ‘moderna’ compia escursioni nel campo della tradizione rielaborando, reinterpretando o reinventando a suo modo brani appartenenti al mondo della musica popolare.

A volte si tratta del recupero di brani già esistenti: Misirlou, ad esempio, è una canzone rebetika molto antica di autore sconosciuto, ma probabilmente la versione più famosa è quella surf-rock di Dick Dale del 1962, utilizzata da Quentin Tarantino come colonna sonora del film Pulp fiction. Ne esistono molte altre versioni, più o meno riuscite, tra cui quelle dei Beach Boys del 1963 e di Vinicio Capossela del 2012.

Altre volte invece gli autori attingono a fonti multiple, fondendo sia stili che periodi storici: è il caso di Angelo Branduardi che nel 1977 compose il brano-chimera Ballo in fa diesis minore utilizzando la musica del ballo friulano Schiarazula Marazula, che risale a prima del XV secolo, ed ispirandosi al testo di una celebre danza macabra raffigurata sull’esterno della chiesa di San Vigilio a Pinzolo, piccolo paesino nel Trentino.

Può anche accadere che l’invenzione sia invece totale, partendo da una suggestione musicale che evoca elementi della musica tradizionale: ancora oggi Briganti se more, viene spesso scambiata per canzone popolare risalente ai tempi del brigantaggio. Si tratta invece di un brano composto da Eugenio Bennato e Carlo D’Angiò nel 1979 ed utilizzato come colonna sonora dello sceneggiato "L'eredità della priora", di Anton Giulio Majano (1980).

 

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Gennaio 2017 16:32
 
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