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Intervista ai "Pain d'Epices" PDF Stampa E-mail
Scritto da ReMinore   
Domenica 15 Novembre 2009 18:41

Il festival di Saint Chartier, in Francia, “incontro internazionale di maestri liutai e maestri suonatori”, giunto alla sua 32a edizione, offre sempre qualche bella sorpresa, l'incontro con le culture musicali più disparate, la conoscenza di musicisti e gruppi a volte poco conosciuti ma di grande spessore artistico ed espressivo.
Quest'anno per me la piacevole scoperta si chiama Pain d'Epices, un gruppo francese di cinque musicisti che, prendendo spunto dalla musica tradizionale della propria terra, ha sviluppato un personalissimo ed assai interessante percorso musicale. Il successivo ascolto dei loro lavori, “De travers” e “L'orthophone”, ha consolidato la mia prima impressione.
Il quintetto è composto da Tony Canton (violino, canto), Didier Pourrat (sax alto e soprano, didjeridoo, canto), Guillaume Simonin (percussioni, canto), Jaques Tribuiani (cister, flauto traverso in legno, bombarda, canto) e Vincent Sachello (basso fretless, gralla, flauto armonico, taragot, canto).
Ho posto loro qualche domanda per cercare di farli conoscere meglio anche in Italia e Jaques Tribuiani ha risposto a nome del gruppo.

Per iniziare vi chiedo di presentarvi brevemente.
Al limite del “tradizionalmente corretto”, Pain d'Epices ha sviluppato uno stle che spezza le catene e trascina il suo pubblico verso nuove esperienze artistiche.

Come per il dolce da cui avete tratto il nome, nella vostra musica è possibile sentire il gusto d'insieme o assaporare ogni singolo ingrediente. A voi cosa da più gioia e piacere nel suonarla?
Per noi, la musica tradizionale è una base di lavoro; il nostro piacere più grande è tentare di andare il più lontano possibile, senza entrare in rottura con questo stile di musica. Pain d'Epices è un laboratorio sperimentale nel quale costruiamo una musica che corrisponda alla nostra personalità.

Ascoltando i vostri arrangiamenti si capisce come abbiate appreso la lezione dei grandi personaggi che hanno rinnovato la musica tradizionale francese, pur trovando una vostra personalissima impronta. Avete avuto comunque uno “spirito guida” che ha illuminato il vostro percorso artistico?
Abbiamo ascoltato molto gruppi come Blowzabella, Dédale, le Bothy Band... d'altra parte ogni musicista ha le sue esperienze nell'ambito della musica jazz, rock, classica, world music. E' da questa mescolanza che è nato lo stile dei Pain d'Epices.

Essendo italiano mi interessa conoscere anche se ci sono personaggi della nostra musica che vi hanno fornito stimoli di riflessione e studio.
Non abbiamo influenze dirette provenienti dall'Italia, ma la zona della Val d'Aosta, ad esempio, propone una tradizione vicina alla nostra; gruppi come i Lou Dalfin lavorano nella nostra stessa direzione; siamo una grande famiglia!

Il vostro stile musicale basta a dire quale è la vostra posizione nella infinita polemica su cosa sia oggi la musica tradizionale, pensate però che debbano esserci limiti alla contaminazione di stili o di uso di elettronica o altro?
Quando si parla di creatività credo che non debba essere posto alcun limite; sta al pubblico scegliere ciò che ama. Non dovranno più esserci delle controversie! Ciascuno ha diritto di amare o detestare uno stile musicale; la “contaminazione” esiste solo se da vita a qualcosa di nocivo. Penso che il problema venga dalle etichette; qualcuno non troverà Pain d'epices “tradizionale” ma piuttosto “jazz”, contemporaneamente altri li definiranno “folk” o “rock”. La cosa più importante è il piacere di chi suona e di chi ascolta... ci sono delle ottime cose nella “elettronica” e delle cose orribili nella “tradizionale”. A ciascuno la scelta!

Volete aggiungere qualcosa per incuriosire ancora di più i nostri lettori ed avvicinarli alla vostra musica?
Il mondo delle musiche tradizionali è in perpetuo movimento. Dobbiamo prestare attenzione a ciò che modifichiamo, rispettare ciò che è stato fatto, ma mai dimenticare che noi creiamo le tradizioni di domani!

Vi ringrazio molto per il tempo che mi avete dedicato, spero di potervi ascoltare presto di nuovo dal vivo. Vi auguro buona musica.


 

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Gennaio 2017 21:52